Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria ha respinto il ricorso presentato dall’Associazione italiana per l’assistenza agli spastici – Aias sezione di Cetraro, confermando la legittimità dell’operato del comune di Scalea che nel 2024 le ha revocato la concessione del servizio di piscina coperta facendo decadere la convenzione di affidamento dell’impianto stipulata nel 2011.
Una tromba d’aria nel settembre 2013 aveva causato il crollo della copertura della piscina, bloccandone le attività.
L’Aias aveva diffidato il Comune al ripristino e aveva adito l’autorità giudiziaria per il risarcimento dei danni, imputando il crollo a un difetto costruttivo.
Il Comune di Scalea, con delibera di Giunta del gennaio 2024, aveva motivato la revoca con la necessità di ripristinare la fruibilità dell’impianto sportivo, constatando l’attuale stato di abbandono a seguito del crollo. L’Aias aveva quindi impugnato la delibera, lamentando irregolarità nei provvedimenti comunali.
I giudici amministrativi hanno chiarito che la piscina comunale è un bene appartenente al patrimonio indisponibile del Comune e la revoca è espressione del potere autoritativo dell’amministrazione. Inoltre, sono state ritenute “trasparenti e ragionevoli” le giustificazioni fornite dall’amministrazione comunale in merito al pubblico interesse della revoca, in quanto legate allo stato di abbandono della piscina e alla necessità di riqualificarla e ripristinarne la fruibilità.
Quanto alla mancata liquidazione dell’indennizzo, il Tar ha richiamato la giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui ciò non costituisce un vizio dell’atto di revoca, lasciando al privato la possibilità di agire per ottenerlo.
I giudici hanno infine disposto la compensazione delle spese giudiziarie tra le parti.
Nel procedimento l’Aias è stata rappresentata dall’avvocato Feliciana Ferrentino, il Comune di Scalea, dall’avvocato Pietro Adami, e l’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Calabria, dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Catanzaro.
Dal 2013 Scalea aspettava questa notizia e finalmente è arrivata.
Un altro grande riconoscimento alle azioni che il sottoscritto ha fortemente voluto per restituire a Scalea quello che le era stato tolto.
Dopo l’Aviosuperficie anche anche sulla Piscina Coperta, dopo dodici anni di abbandono, si è avuta giustizia.
Appare evidente che precedenti amministrazioni non vedevano, o non volevano vedere, l’indecoroso spettacolo di ferri divelti e struttura in abbandono.
L’Amministrazione Perrotta ha avuto il coraggio di revocare una concessione ormai inutile alla collettività, ed oggi è arrivata la sentenza del Tar Calabria che riconosce la correttezza del mio operato.
La revoca della concessione fatta dall’Amministrazione Perrotta è ben fatta e la piscina è restituita a voi cittadini per la sua riqualificazione e per una nuova rinascita che già era stata avviata.
Il Tar Calabria nella sentenza n.640/2025 testualmente recita «……la decisione, oggetto della deliberazione di Giunta Comunale n. 25 del 30 gennaio 2024 ed effettivamente disposta con provvedimento del Responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune di Scalea, prot. n. 17035 del 26 giugno 2024, si fonda, in sostanza, da un lato, sulla constatazione dell’attuale stato di abbandono della piscina comunale (a seguito del crollo della copertura e della conseguente interruzione dell’attività di gestione), dall’altro, sul correlato interesse dell’amministrazione a riqualificare l’impianto e ripristinarne la fruibilità da parte della cittadinanza».
Ed ancora continua il Tar:
«L’amministrazione ha esercitato il potere di revoca, fornendo trasparenti e ragionevoli giustificazioni di pubblico interesse, ritenute prevalenti rispetto all’interesse privato alla conservazione del rapporto concessorio.
Nel caso specie, la revoca trova la propria giustificazione nell’evoluzione della situazione di fatto in senso contrario all’interesse pubblico”.
Posso affermare ancora una volta di aver agito con trasparenza e nell’unica direzione del pubblico interesse di Scalea.
È questo che mi spinge ad andare avanti…. Altri sono spinti chissà da cosa, mentre noi gli accordi di potere non interessano e sono sicuro che gli scaleoti hanno compreso la situazione.